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NOI NON CE NE ANDREMO

Diamo voce a L'Aquila



.....




" ... C'è tra te e me
un sottilissimo cammino di rugiada,
e inseguire bolle d'acqua
inventate apposta per andar lontano ..." 



Postato alle 14:15 di sabato, 28 novembre 2009
in pensieri
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Le cariche nove ...




" ... Che scombussolo, eh? che mmutazzione?
Da quarche ggiorn'impoi, dove t'accosti,
Nun trovi ppiù ggnisuno a li su' posti;
E chi pprima era Erode, oggi è Nnerone.
Si cqua ddura accusì, nemmanco l'osti
Faranno ppiù l'istessa professione,
Ché cqui adesso oggni sceto de perzone
Sfodera li su' meriti anniscosti.
Preti, sbirri, prelati, mozzorecchi,
Spie, cardinali, ggiudisci, copisti,
Te li vedi frullà come vvertecchi.
Spiggneno tutti, e vann'avanti, vanno;
Ma in tanti pipinari e acciaccapisti
Chi ssa ar Papa che impiego je daranno? ..."



Giuseppe Gioacchino Belli



Postato alle 14:51 di giovedì, 26 novembre 2009
in risposte
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Delle passioni...

Opera di Claudia Penrroz


" ... Era la primavera, secondo le favole antiche, la stagione de' rinnovati o comincianti amori: e anche questa è leggenda. Gli uomini, più insaziabili delle bestie, non hanno più, e forse non hanno mai avuto, una sola stagione per la cocenza dell'amore. E semmmai l'hanno trasferita all'incandescente estate: già l'antichissimo Esiodo aveva notato che nell'agosto son più lascive le donne. Ma tutti i mesi, per l'uomo, sono ugualmente propizi, tanto più che l'amore entusiasmo, l'amore passione, l'amore pazzia, ai quali si riferivano i poeti e i trattati di Eros, vanno velocemente scomparendo dagli animi e dai costumi dei nostri popoli inciviliti fino all'imbecillità e oltre ..."

Giovanni Papini


Postato alle 16:20 di mercoledì, 25 novembre 2009
in dubbi
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Se mio fratello busserà alla vostra porta...
 
Opera di Mario Ferrante




" ... Sono le 18, è il momento della doccia. Tocca al giovane marocchino: poche parole con gli altri tre detenuti e l’ ingresso nel bagno. Il ragazzo ha già deciso tutto: porta con sé un lenzuolo lo bagna, lo arrotola, lo lega stretto alle sbarre della finestra del bagno. Poi apre l’ acqua della doccia, forse per coprire eventuali rumori: sale su una scarpiera, si lega il lenzuolo al collo, si lascia cadere e muore impiccato. Il giudice non lo vedrà, mentre della sua vicenda si sta già interessando il sostituto procuratore della repubblica di Firenze Tommaso Coletta. A scoprire il cadavere del giovane sono stati gli agenti della sorveglianza, chiamati dai compagni di cella che non vedendo uscire il magrebino dal bagno si sono allarmati. Lo hanno chiamato più volte. Dal bagno nessuna risposta, solo il rumore dell’ acqua aperta nella doccia. Così sono intervenuti gli agenti che hanno scoperto il ragazzo con il lenzuolo al collo. C’é stato un tentativo per rianimarlo, ma subito i soccorritori si sono accorti che nulla era possibile fare per salvarlo ..."

Si è ucciso alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, schiacciato da una detenzione che non sopportava più. Un ragazzo marocchino si è impiccato nell' istituto penale minorile Meucci di Firenze. Era arrivato lì da poco tempo. Le forze dell' ordine lo avevano sorpreso a Lucca mentre cercava di rubare. Tentato furto era l'accusa per cui era detenuto: il processo era stato fissato per il 23 novembre prossimo. Una storia di solitudine e di disagio profondo quella del giovane venuto dal Magreb e finita in un penitenziario.

Fonte: Ansa



Postato alle 15:06 di lunedì, 23 novembre 2009
in
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Un dia...




" ... Un día
Uno resuelve darlo todo
Sin importar si es mucho.
Total,
Uno tiene bastante
Y hasta le sobra.
En cada cosa
Va el alma entera,
Inagotable, perfecta.
De todas maneras
Cualquier tarde
La magia termina.
Se acaba.
Hay dentro un vacío.
Nada!
Hemos abusado y sin
Presentirlo siquiera
Estamos ahí,
A un lado
Pero por ser como somos,
Extendemos las manos
Seguros de que todo
Nacerá un día,
Con el sol.
Muy temprano ... "


Angela Botero


Postato alle 16:00 di sabato, 21 novembre 2009
in poesie
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....




" ... Oggi gli apostoli sono rari, sono tutti padreterni ... "


Jean-Baptiste Alphonse Karr


Postato alle 15:39 di lunedì, 16 novembre 2009
in imparando
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Due

Opera di Nicoletta Tomas Caravia



Quando saremo due saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.


Erri De Luca



Postato alle 22:18 di domenica, 08 novembre 2009
in poesie
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Del Potere...




" ... Uomini siate, e non pecore matte ..."

Dante Alighieri



Postato alle 23:49 di venerdì, 06 novembre 2009
in pensieri
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Ballata per due pazzi...




" ... Il mio cuore
perché tu possa scavare
trovare tesori
seppellire morti
non ero morta
ma mi sono vista nascere
nel primo incontro
con il tuo corpo
ho così poco
che ti consegno tutto
la margherita anziana
il pavimento
le corde che mi circondano
il collo
non ti ho chiesto di apparire
ma sei arrivato
col tuo mezzo melone in testa
a bere la mammella della mia anima
venì!volà!
io ero trentadue alberi
salendo sugli uomini
per sbirciare
miami - nonmiami
tu non mi ami mingherlino
me lo ha detto il fiore quasi giocando
quando te ne andrai
con i miei pezzi?
ti metti il mio cuore
ti sta grande
siamo due tacche
nel timone della follia
io si che sono stordita
per volerti
tu si che sei fissato
per restare ..."


Sabeli Ceballos Franco



Postato alle 21:14 di giovedì, 05 novembre 2009
in poesie
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Gioventù tradita



Se non fosse passato poco più di un decennio, si potrebbe pensare che tutto questo è il risultato di una guerra sanguinosa o, nella migliore delle ipotesi, di uno sconvolgimento planetario ... della più feroce carestia.
E' da poco finita la bella stagione, le risate più o meno sguaiate sul lungomare, il lento tam tam che avverte che poco più in là ci si scatena, le notti insonni, la colazione all'alba e stelle che segnano i sogni.
E' già Ottobre, un Ottobre più nero non si era mai visto.
Si ricomincia, il lento assalto agli ultimi pezzi di vita.
Li vedi in giro un pò uomini un pò ancora troppo bambini, spauriti, delusi, arrabiati ... dipende da cosa gli hai fatto passare. I giornalini provinciali sono di nuovo pieni dei cerca lavoro, la bella stagione è finita.
Lunghe file di giovani intasano l'informagiovani. Fuori si consultano, si consigliano...qualcuno scuote il capo:
"...ci sono già stato...otto ore ed una miseria di stipendio, se te lo danno ..."
Davanti e dietro i nuovi aguzzini, sciacallaggio moderno ...il 70% di loro è stufo di vivere sulle spalle delle famiglie.
I nuovi disperati hanno un nuovo nome:
Inoccupati, collaboratori, lavoratori a progetto, atipici, somministrati, interinali, precari...un tot, uno stock.
Uomini e donne.
Prima e dopo nessun futuro, la scuola ha scritto la sua resa.
Domani tocca alle Università.
"... Titolo di studio?"
" ... Una laurea in lingue ...mi avevano detto che c'erano ottime possibilità ..."
Esperienza?
" ... Due anni in un call center, poi ha chiuso e ci ha lasciati tutti per strada, neanche i contributi. E dire che con l'ispettorato del lavoro eravamo diventati intimi ...credevo controllassero quando venivano a farci tutte quelle domande ..."
"Richiamiamo noi"
Chi non demorde ha poche speranze di vincere, i più tacciono, si adeguano.
Il più bravo "trasporta" ma è destinato a soccombere.
Li vedi in giro, tatuato il futuro sulle braccia ...a spasso con i pantaloni a metà gamba, la sigaretta in bocca, lo zaino trasportato a bisaccia.
Senza più voglia di spaccare il mondo a discutere del Grande Fratello.
Qualcuno si scalda, un anziano scuote la testa.
Il sabato sera si dimentica...i genitori in pigiama a cercarli in spiaggia.
Qualcuno non è tornato a casa, c'è dell'incomprensibile in tutto questo ... persi in un bicchiere di vino, in mano ad una pasticca, genitori con lo sguardo perso 'ché quando un figlio muore per niente la vita è finita.
Non si comprende la ragione di tanta resa nei nostri giovani senza più futuro.
Traditi dopo, quando sperano di trovare un posto di lavoro decente.
Traditi prima da una società che ha deposto le armi e non vuole più combattere per i suoi figli.
Tra tre giorni è sabato, di nuovo.
E allora scappate, andate via...chi può non resti a fare da cavia alla nuova Italia.



Postato alle 12:04 di mercoledì, 04 novembre 2009
in emozioni, dedicato, proteste
commenti (16)
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