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Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?
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ANSA- 28 Maggio 2008
EINAUDI non pubblicherà O Caderno di José Saramago

...ma voi potete cambiare le nostre leggi ma non distruggerete la Giustizia.
Potete cambiare la nostra vita ma non distruggerete il Pensiero.
Potete cambiare il nostro paese ma non distruggerete la Cultura.
Potete cambiare le nostre abitudini ma non distruggerete la  Storia.
Potete cambiare i nostri giorni ma non distruggerete l' Onore.
Potete cambiare le parole che leggeremo e quelle che ascolteremo ... ma non basterà a cambiare il nostro Futuro.




Postato alle 08:09 di sabato, 30 maggio 2009
in pensieri, risposte, dedicato
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.....





" ... L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli ..."

Giuseppe Prezzolini



Postato alle 16:18 di mercoledì, 27 maggio 2009
in imparando
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Se questo è un uomo...




" ...ROMA (22 maggio) - Invece che in Parlamento, Silvio Berlusconi è andato all’assemblea di Confindustria per tornare all’attacco dei giudici ”politicizzati”, aggiungendo anche un nuovo schiaffo alla Camera, organismo «pletorico, inutile e controproducente» con i suoi 630 deputati quando ne basterebbero «meno di cento, come in Usa». Toni da campagna elettorale, con continui crescendo di vis polemica nei quali il Cavaliere è abilissimo, e che finora si sono rivelati armi vincenti presso i cittadini. Tuttavia l’insistita enfasi con la quale il presidente del Consiglio picchia sui due temi a lui cari: la giustizia e le riforme istituzionali, è spia di un nervosismo e di una tensione non semplici da decifrare, e che peraltro si sono cominciati a manifestare all’indomani della richiesta di divorzio avanzata da Veronica Lario e della vicenda di Noemi Letizia ..."

Signor Silvio Berlusconi, Lei è la vergogna del nostro Paese e la vergogna di ogni Italiano onesto. Gl'Italiani l'hanno votata concedendole la loro fiducia e Lei è obbligato verso i suoi elettori a riferire presso le istituzioni sulle sue vicende giudiziarie proprio in virtù della sua posizione di leader della coalizione che governa il nostro Paese. Se oggi, le Camere vivono la condizione che vivono è in gran parte sua la colpa... e non dimentichi che è al nostro esclusivo servizio.

E poi...per cortesia, smetta di citarmi nei suoi discorsi... "Gli Italiani sono con me". No, gl'Italiani meno uno, Lei non mi rappresenta.

Si vergogni.




Postato alle 09:48 di venerdì, 22 maggio 2009
in risposte
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Canção do exilio...

 

 

" ... Minha terra tem palmeiras
onde canta o Sabiá
as aves, que aqui gorjeiam,
não gorjeiam como lá.
Nosso céu tem mais estrelas,
nossas varzéa têm mais flores,
nossos bosques têm mais vida,
nossa vida mais amores.
Em cismar, sozinho, à noite,
mais prazer encontro lá,
minha terra tem palmeiras
onde canta o Sabiá.
Minha terra tem primores
ue tais não encontro cá,
em cismar -sozinho à noite-
mais prazer encontro eu lá;
minha terra tem palmeiras,
onde canta o Sabiá.
Não permita Deus que eu morra,
sem que eu volte para lá,
sem que desfrute os primores
que não encontro por cá;
sem qu'inda aviste as palmeiras
onde canta o Sabía ..."


[Gonçalves Dias-1843]




Postato alle 09:57 di mercoledì, 20 maggio 2009
in poesie
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.....



" ... Don’t forget you are an Agnelli ..."



Postato alle 21:08 di sabato, 16 maggio 2009
in dedicato
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.....
http://2.bp.blogspot.com/_QxBjBre5-Mc/Rzw6HI7zalI/AAAAAAAAAOg/Rzg7WgZyHbM/s400/CIMG2050.JPG


" ... Ed ogni volta che mi guarderò intorno,
tra le onde burrascose del mare,
nel canto del tempo,
nel lento disctricarsi delle ore abbandonate al sole,
nella pace mattutina,
nel perdono della sera,
tu sarai poesia..."



Postato alle 20:49 di mercoledì, 13 maggio 2009
in poesie, emozioni
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.....


" ...Si pensa come si vive ..."

Demostene




Postato alle 11:58 di martedì, 12 maggio 2009
in risposte, imparando
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Quando sarai arrivata...

 



" ...Quando sarai arrivata e ti avrò vista, piangendo
a forza di aspettarti, cosa ti dirò?
E dell'angoscia di amarti, aspettandoti
ritrovata, come ti amerò?
Che bacio tuo di lacrima avrò
per dimenticare ciò che ho vissuto ricordando
e che farò del vecchio dolore quando
non potrò dirti perchè ho pianto?
Come nascondere l'ombra in me sospesa
per l'angoscia della memoria immensa
che la distanza ha creato, fredda di vita.
Immagine tua che io ho composto serena
attenta al mio richiamo e alla mia pena
e che vorrei non perdere mai più..."



Vinicius De Moraes


Postato alle 10:15 di venerdì, 08 maggio 2009
in poesie
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Quando dormi...


Opera di Oswaldo Guayasamín




"... Non oso guardarti senza motivo.
E se dormi,
ho bisogno di una ragione per non vederti.
Perché è come se un angelo
sonnecchiasse nelle tue ciglia.
Ed è difficile discernere
chi sta vegliando chi.
E' come se il mare che hai sulla fronte
fosse spiaggia
e la tua bocca una barchetta
incagliata in un corallo.
E le tue mani
ed i tuoi piedi
avessero tre anni d'età.
E' come se mai
fossi andato ad uno shopping mall.
Sei semplice
quando dormi.
Come se ti fossi lasciato cadere
soavemente
da un sospiro di luna.
E il tuo corpo d'apostolo vulnerabile,
sottilmente irraggiungibile,
s'abbellisse di dolore.
Come se ti avesse ferito al mattino,
la metropoli
ed io.
Sei puro
quando dormi.
Come un pezzo nuovo di carbone.
E sveli alla mia anima
d'allattare il tuo sogno
neonato d'amore.
Non lo sai.
Che mi piange una quietitudine vasta di stelle
se ti guardo sorridere, crocifisso,
lievemente imbronciato
tra lo spirito e la pelle.
So che dormi sempre preso nella mia mano.
Falsamente redento,
passionario ed umiliato.
E sento il dolore del parto.
Sento pietà per entrambi
per amarci ..."

Sabeli Ceballos Franco






Postato alle 17:49 di domenica, 03 maggio 2009
in poesie
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