Nei miei desideri
" ... Di salmastro e di terra
è il tuo sguardo. Un giorno
hai stillato di mare.
Ci sono state piante
al tuo fianco, calde,
sanno ancora di te.
L'agave e l'oleandro.
Tutto chiudi negli occhi.
Di salmastro e di terra
hai le vene, il fiato.
Bava di vento caldo,
ombre di solleone -
tutto chiudi in te.
Sei la voce roca
della campagna, il grido
della quaglia nascosta,
il tepore del sasso.
La campagna è fatica,
la campagna è dolore.
Con la notte il gesto
del contadino tace.
Sei la grande fatica
e la notte che sazia.
Come la roccia e l'erba,
come terra, sei chiusa;
ti sbatti come il mare.
La parola non c'è
che ti può possedere
o fermare. Cogli
come la terra gli urti,
e ne fai vita, fiato
che carezza, silenzio.
Sei riarsa come il mare,
come un frutto di scoglio,
e non dici parole
e nessuno ti parla ..."
Cesare Pavese
Postato alle 16:46 di venerdì, 30 novembre 2007
Opera di Gina Intveen
" ... ¡Quisiera ser viento!
Ráfaga tendida
que arrastra en su beso
el polvo y la nube,
la rosa, el lucero...
No brisa apacible
que finge despechos
y siembra caricias.
Yo quiero ser fuego,
volcán de aire rojo
que incendie el secreto
de todas las ramas
y todos los pechos.
Aquilón desnudo,
huracán de acero,
fragua donde forjan
su actitud los cuerpos.
¡Cuando voy a ti,
quisiera ser viento
para arrebatarte
más allá del cielo! ... "
Ernestina de Champourcin [1905 - *]
Postato alle 16:20 di lunedì, 26 novembre 2007
Postato alle 17:18 di venerdì, 23 novembre 2007

" ... Era così freddo ora che non ricordava l'ultima volta che aveva avuto caldo. L'aria pesante lasciava cadere ad intervalli regolari minuscole gocce di vapore ... lente sfere che scivolavano sulle grandi finestre ormai spente, lungi dall'essere anfore di luci ... Quel tempo ormai non esisteva più. Lucia ... occhi color del miele ... labbra accentuate ... sorriso sempre presente ... < ...Impossibile ...> sussurrava qualcuno. <... Non avrei mai creduto ...> lamentava un altro ... Pochi coloro che ricordavano i lunghi silenzi e sguardi persi nel nulla. Il direttore, seduto sulla scrivania, continuava ad alimentare la meraviglia dei presenti, ognuno in cuor suo provava una certa emozione, alcuni impassibili alimentavano una certezza, occhi impavidi mostravano l'orgoglio di non appartenere a coloro che si perdono ... < ...Vi giuro era lei. Irriconoscibile. Gl'abiti sporchi e consunti ... l'ho riconosciuta solo quando mi ha fissato... > Erano settimane che Lucia mancava dal lavoro. <Una malattia> avevano pensato in molti. < ... Non tornerà più ... > asserivano altri. < ... Avrà trovato di meglio ... > ripetevano tutti coloro che avrebbero voluto, anche loro, trovar di meglio. Lucia no, era andata via una mattina, l'alba s'affacciava sul mare. La notte non era ancora disposta a lasciare il posto al giorno. La luce filtrava appena, quel tanto che bastava a lasciarle intravedere il contorno del viso dei suoi bambini ... Li aveva accarezzati a lungo, senza far rumore ... Ad ognuno un bacio, per ognuno una preghiera, poi le scuse.... Era rimasta ferma lì, le parole avevano rotto gl'argini, erano esplose a riempire l'aria. Aveva spiegato tutto .... Era terribile spiegare che ogni sorriso era soltanto una speranza ... Era terribile ammettere la sconfitta ... Ora Lucia non era più lì, di tanto in tanto quell'aria pesante, quel freddo nel cuore, quella vita da scordare ... e minuscole gocce di vapore che si fermavano a prenderla per mano ... "
Postato alle 17:12 di sabato, 17 novembre 2007
" ... Se mi vuoi, amami intera,
non per zone di luce ed ombra ...
Se mi vuoi, amami nera
e bianca. E grigia, e verde, e bionda.
Amami il giorno.
Amami la notte.
Amami all'alba con la finestra aperta!
Se mi vuoi non ritagliarmi:
Amami tutta ... o non amarmi! ..."
Dulce Marìa Loynaz
Postato alle 15:56 di domenica, 11 novembre 2007

" ... Comunicare l'un l'altro, scambiarsi informazioni è natura; tener conto delle informazioni che ci vengono date è cultura, diceva Goethe. Certo è che l'uomo non sopravvive senza un'adeguato e ricco scambio d'opinioni col prossimo. Rispetto a trent'anni fa, oggi interagire col nostro prossimo appare la cosa più semplice di questo mondo eppure s'assiste ad un aridità della parola e dell'ascolto ... forse troppo presi da tutto quello che vorremmo dire, riteniamo di non poterlo dire e di non trovare nessuno in grado d'ascoltare attentamente le nostre parole. Ma l'uomo cos'è senza la parola? L'uomo che non comunica il suo stato d'animo, le sue sensazioni, s'inaridisce ... ed allora ecco nascere nuove e folcloristiche forme di comunicazione. Al semaforo scatta il verde ed una serie di suoni di clacson ed improperi assalgono il primo della fila .... fin quando, giunti all'incrocio, ognuno rallenta, curioso, davanti ad una serie di bigliettini incollati al metallo che fumo e tempo hanno reso vecchio. Pronti a sorridere gl'automobilisti calmano la loro fretta e la loro ira...
Una ragazza scrive:
" ... Bà, u sacc' che nun volevi, ma cò Franco ce sò fatt' l'amore ...Vale ..." [mi chiedo se il babbo di Vale ha avuto un malore]
Gl'amici di Barbara ed Ezio, oggi sposi:
" ... Ni fermèt che quisc e sie ann' che spett stù moment, daje! ..."
[ Auguri?!]
Marco ad Anna:
" ... Anna, c'aviv ragiò, Valeria è una stronza!"
Amici di Anna ribattono:
"...Gnè crede, tu lu sà chè nu fars! ..."
Forse Valeria:
" ... Shì! I' sò stronza never'?? Che tu dic' a fà! ..." [Continua ...] ..."
Postato alle 10:19 di sabato, 10 novembre 2007
" ...Più che il dover invecchiare, alcuni vivono il terrore del dover invecchiare soli, restando così gl'unici a godere delle passate gioie ed a soffrire dei passati dolori. Incuranti della semplicità delle cose ..."
Postato alle 20:02 di giovedì, 08 novembre 2007
" ... La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà ..."
Postato alle 18:51 di martedì, 06 novembre 2007
" ...Te recuerdo como eras en el último otoño.
Eras la boina gris y el corazón en calma.
En tus ojos peleaban las llamas del crepúsculo.
Y las hojas caían en el agua de tu alma.
Apegada a mis brazos como una enredadera,
las hojas recogían tu voz lenta y en calma.
Hoguera de estupor en que mi sed ardía.
Dulce jacinto azul torcido sobre mi alma.
Siento viajar tus ojos y es distante el otoño:
boina gris, voz de pájaro y corazón de casa
hacia donde emigraban mis profundos anhelos
y caían mis besos alegres como brasas.
Cielo desde un navío. Campo desde los cerros.
Tu recuerdo es de luz, de humo, de estanque en calma!
Más allá de tus ojos ardían los crepúsculos.
Hojas secas de otoño giraban en tu alma ..."
Pablo Neruda
Postato alle 16:47 di sabato, 03 novembre 2007
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