Opera di Araldo Cavallera
" ... Essere ciechi non è una sventura, la vera sventura è non essere capaci di sopportare la cecità ..."
John Milton
" ... Piccole perle chiare, lungo il corpo ...L'aria densa d'umidità e di sale le segnava appena il contorno del corpo attraverso l'abito che aveva indossato per l'occasione ...Era nervosa, trepidava dalla voglia di rivederlo ed insieme temeva d'incontrarlo di nuovo ... La prima volta era stata come tutte le prime volte, nessuno dei due se lo aspettava davvero ...Era stato un attimo e sembrava essere già tutto scritto, incrociando il suo sguardo ed osservando d'improvviso piccole pieghe agl'angoli degli occhi ...s'era fermato, sorrideva, non l'ascoltava più ....Il suo sguardo era sceso fino alle labbra, un solo istante prima di rendersi conto che la stava baciando ...un solo istante prima di rendersi conto di quel che accadeva ....Ora era diverso, scalpitava, le sembrò interminabile lo spazio che la separava dalla sua figura ... non era cambiato, stesso sorriso, stessi occhi scuri. In fondo giaceva un lieve luccichio, misto a domande ... eterne, senza alcuna risposta. Vedeva le sue stesse domande, sempre, immancabilmente pronte ad affiorare ...Piccole spine nel cuore che si facevano sentire di tanto in tanto ... piccole cose dimenticate, mai veramente ... La corsa infinita del suo cuore s'arrestò, le braccia erano le stesse, sentì il suo desiderio ... i suoi baci non erano cambiati ... Li sentì scendere lungo il collo, occuparle il corpo e l'anima, il tempo era già scomparso ... Sentì l'animo denudarsi, i suoi occhi penetrarle fino in fondo, leggere dentro di lei ciò che era tanto brava a tacere ... La sua pelle a stretto contatto, le labbra a lungo desiderate ora erano solo sue ...la sua voce ... la sua voce così a lungo desiderata!! Ora percorreva appena il suo corpo, le labbra scesero a cercarlo fino a sentirlo sorridere e tendersi nel piacere ... L'inconsueta calma di quel pomeriggio d'estate si mischiò alla confusione delle loro anime, incapaci d'arrestare il desiderio si concessero l'un l'altra come se nulla fosse stato inventato se non per loro ...Trepidanti ed increduli si mischiavano nella più pura esplosione di gioia ... Il tramonto avanzava, l'oro e l'arancio coloravano già la stanza, agli ultimi raggi di sole piccole perle chiare, sui loro corpi ..."
Interpretazione di Mercedes Sosa
" ... Uno se despide
insensiblemente
de pequeñas cosas,
lo mismo que un árbol
que en tiempo de otoño
se quedó sin hojas.
Al fin la tristeza
es la muerte lenta
de las simples cosas,
esas cosas simples
que quedan doliendo
en el corazón.
Uno vuelve siempre
a los viejos sitios
donde amó la vida,
y entonces comprende
como están de ausentes
las cosas queridas.
Por eso muchacho
no partas ahora
soñando el regreso,
que el amor es simple
y a las cosas simples
las devora el tiempo.
Demórate aquí,
en la luz mayor
de este mediodía,
donde encontrarás
con el pan, al sol
la mesa tendida.
Por eso muchacho
no partas ahora
soñando el regreso,
que el amor es simple,
y a las cosas simples
las devora el tiempo.
Uno vuelve siempre,
a los viejos sitios,
donde amó la vida ..."
Armando Tejada Gómez y César Isella