" ... Aspettava ... Il sole, la neve ...l'orizzonte era pieno di nuvole dense di pioggia che macchiavano costantemente l'azzurro del cielo che infinito si univa al mare. Era azzurro, quasi nero e pesante, carico delle molteplici vite trascorse, di sogni... carico di pace ed insieme in continuo, inquieto, divenire. Le piaceva osservarlo dalle alte mura della fortezza antica. Sembrava un vecchio dipinto, impolverato di fitta nebbia che s'innalzava appena dalla pianura e correva ai monti senza riuscire a nascondere tutta la bellezza del paesaggio, eppure non era possibile distinguere bene le alture e le pianure che si susseguivano leggere fino al mare ... Era ormai trascorsa la gran parte della giornata e lei si era addentrata in paese, aveva percorso i vicoli, costeggiato le mura, salite le scale di pietra che conducevano al punto più alto. L'alta torre la proteggeva dall'aria che si andava facendo via via più densa e fredda ... Sarebbe arrivata la neve di lì a poco ... avrebbe nascosto ai suoi occhi tutto il brutto che solo lei riusciva a vedere, gli sguardi, il mormorio di chi la vedeva, di rado, camminare in quelle vie ...Era una bella cittadina quella, in un altro tempo, in un altro modo, era certa, avrebbe desiderato di vivere proprio lì, non ora ... non in quel modo, non in quel mondo che la costringeva a vivere da straniera in un posto che non avrebbe mai considerato suo ... La ghiaia lasciata lungo la via scricchiolò, passi sommessi, il respiro affannato per la salita ... Girò appena il viso e capì che era arrivato, il cuore in petto le fece un piccolo e silenzioso balzo, nessuno se ne sarebbe mai accorto, nessuno avrebbe mai notato i suoi occhi diventare appena lucidi dall'emozione. Un nodo le serrò la gola, il respiro rallentò, gonfiando il suo petto sotto la camicetta, le mani si serrarono violentemente una sull'altra ... Lo sentì sorridere, schiarirsi la gola e pronunciare il suo nome ... Sentì il calore del suo corpo, piano le mani intorno alla vita ed il sorriso sommesso, il respiro caldo che usciva dalle sue labbra, vicinissimo sul collo ... "Mi avevi promesso qualcosa, ricordi?" e, di colpo, scoppiò a ridere ... una risata cristallina e pura, era certa ch'era quella la sua risata, sembrava una pioggia di cristalli ... si rompeva lungo le pareti di pietra e ritornava a lei spandendosi nell'aria ... Sorrise, non era capace di fare altro, non per il momento. Si avvicinò ancora ed abbassando il viso fino al suo le sussurrò ... " Scherzavo, non devi per forza mantenere la promessa" ...Ma non era da lei, non avrebbe potuto, non con lui ... Si voltò piano, piano alzò gl'occhi augurandosi di essere abbastanza forte da non cedere alla tentazione ... Piano i loro occhi s'incontrarono, i loro sguardi si fusero e le labbra s' aprirono al primo bacio ... Un bacio lunghissimo, interrotto solo a brevi tratti dalla forza del loro respiro, le mani ancora ferme sulla sua vita si fecero, d'improvviso, più forti. L'attirò a se, senza alcuno sforzo, i loro corpi si sfiorarono ed i pensieri persero importanza ... Ognuno sentiva violentemente le forme dei loro corpi sotto i vestiti, le mani si mossero appena scivolando sulla sua schiena ... Il bacio profondo e caldo la condusse lontano, tra fitte foreste, tra canti d'uccelli colorati che s'inseguivano, all'ombra d'un torrido sole ... le loro anime si fondevano lasciando spazio alla passione. Chiuse gli occhi alla fitta nebbia del tardo pomeriggio che ormai lasciava spazio ai primi fiocchi di neve ... piano, uno sull'altro, s'addensavano nell'aria, sulle mura e sull'intero paesaggio, riaprì gl'occhi e sorrise ... Lontano, tra le prime luci che assopivano la sera, il rombo ovattato del bus che aspettava ... "
" ... Il suo silenzio si mischiava alle parole ed alla confusione di quella strana giornata di pieno inverno, chi l'avrebbe mai detto ... sembrava di vivere un'eterna dolcissima primavera, interrotta di tanto in tanto dalla nebbia che saliva dal mare e, soffice come seta, nascondeva i prati ridiventati verdi troppo presto, un pò come accadeva a lei ... L'aria leggera e, ancora, fresca portava lontano il dolce profumo delle ginestre risvegliate antetempo, quasi ad onorare il miracolo di quelle calde giornate. Il sole invitava a lunghe e distratte passeggiate e risplendeva nello sguardo di ognuno. Il giorno del mercato rionale era sempre una festa, le piaceva andare lentamente per il lungo viale, sorridere davanti ai commercianti che invitavano ad avvicinarsi ai banchi ... ogni cosa si colorava a festa, ogni angolo di quel piccolo paradiso sembrava annunciare l'avvicinarsi d'una stagione lieta e serena ...ma la sua meta era diversa ... Spesso si cercava proprio là, tra tutta quella gente indaffarata, tutte quelle persone che rincorrevano inutilmente il tempo, le giornate, gli eventi ... E poi la serenità, l'amore, la tranquillità ... Si chiese se qualcuno rincorreva, a sua insaputa, anche gli aspetti negativi e più dolorosi della propria esistenza, forse c'era qualcuno che rincorreva la vendetta, l'odio, la disperazione ... Lei non ne era capace, era solo capace di stare lì ad aspettare, attendere ed accogliere ogni cosa, ogni evento ... anche lei stessa, anche quella parte di lei che non conosceva, che non ascoltava, e che, in giorni come quelli, cercava disperatamente di venire fuori ... Allora correva a rifugiarsi lì, tra la gente, nella confusione assoluta, l'unico luogo dove non le era consentito ascoltare e riflettere, l'unico luogo dove non doveva chiedersi il perchè del suo modo di fare ... L'unico luogo dove non sarebbe stato possibile riempirsi di domande senza risposta. Spesso si era chiesta dove iniziava la felicità e dove finiva, dove un'anima inquieta come la sua trovava pace ... Raramente riusciva a sfuggire alla dolce melodia del mare, quel mare che sembrava essere l'unico, fra tutti, a ricordare che mancava ancora molto per la bella stagione. Le onde ancora alte e furenti si rompevano sulla fitta scogliera, inondando la strada, spandendo nell'aria minuscole gocce salate ... Ecco, era quello il suo luogo, rinfrancava l'anima guardare il mare esplodere in tutta la sua furia ... Lontano la moltitudine, quelli che si disperavano ed impazzivano per rincorrere la felicità, il successo, l'amore ... un luogo dove non c'era mai posto per lei, persa a sorridere al sole che tornava ogni volta ad illuminare il silenzio ..."
Opera di Gian Alfonso Pacinotti
" ... Chi medita e riflette su di sè, cercando in sè stesso le ragioni del bene e del male è un uomo libero. Giacchè egli è privo di principio ed è altrettanto privo di fine, non s'identifica con l'intorno ma è egli stesso il tutto ed altrettanto lo sono tutti coloro che lo circondano ... Costui è testimone di se stesso ed è destinato ad essere, per sempre ... "
Rajneesh Chandra Mohan Jain