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Diamo voce a L'Aquila



.....


http://www.parmaitaly.com/bedonia/fiume.jpg


" ... Destino? L'autorità di un tiranno per un crimine e la scusa di uno sciocco per un fallimento ..."


Ambrose Bierce


Postato alle 11:20 di mercoledì, 29 novembre 2006
in dubbi
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La dormeuse...





Opera di Vanna Casali



" ... Quels secretes dans con coeur brule ma jeune amie,
ame par la doux masque aspirant une fleur?
De quels vains aliments sa naive chaleur
Fait ce rayonnement d’une femme endormie?
Souffle , songes, silence, invincible accalmie,
tu triomphes, o paix plus puissante qu’un pleur,
quand de ce plein sommeil l’onde grave et l’ampleur
conspirent sur le sein d’une telle ennemie.
Dormeuse, amas doré d’ombres et d’abandons,
ton repos redoutable est chargé del tel dons,
o biche avec langueur longue auprès d’une grappe,
que malgré l’ame absente, occupée aux enfers,
ta forme au ventre pur qu’un bras fluide drape,
veille, ta forme veille ... er mes yeux sont ouverts ..."


Paul Valéry



Postato alle 13:20 di giovedì, 23 novembre 2006
in poesie
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Il temporale...



http://www.torontoartexpo.com/gallery/2006/Bouliane_Gisel/GiselBouliane_AllThatJazz.jpg




" ... La pioggia batteva sui vetri di quel piccolo bar, a mezza strada tra la loro vita di tutti i giorni e quel momento. Non aveva capito subito dove sarebbero andati a finire, non aveva capito come di lì a poco si sarebbero trovati abbracciati l'uno all'altra, quasi senza parlare, quasi senza domandare ...Il suo sguardo s'era interrotto, un'attimo infinito, il tempo sembrava fermarsi lì per sempre, sembrava giocare a rimpiattino tra i loro sguardi ed il suo sorriso, quasi attendesse l'evolversi dei fatti ... Lì l'aveva baciata, lì una piccola scintilla s'era fatta ribelle, inconsueta aveva sospinto l'uno nelle braccia dell'altra ... li aveva uniti senza lasciar capire loro nulla... Le piacevano ora le sue mani, le piaceva sentirlo sussurrare il suo nome ....L'aveva lasciato fare e lei stessa non si era negata nulla ...Non era come fare l'amore, soltanto ... Non era come trovarsi per caso lì, in quello stesso momento, col suo stesso pensiero. Non era un desiderio troppo forte da trattenere. Non era come averlo aspettato da sempre. Era il volo improvviso, inatteso, di un gabbiano in riva al mare ... era la foglia sospinta, abbandonata, al capriccio del vento ...una lettera aperta senza parole custodita nel tempo.  Era un nome, una parola, erano occhi da scrutare e labbra da sfiorare per sentirne l'odore, la sua anima uno scrigno da riempire ... Era una, due, tre volte la vita intera, semplicemente i loro corpi all'unisono e le loro labbra senza più parole, nei loro occhi uno stesso identico pensiero a soffocare in gola un canto leggero. Per tutto il  tempo del temporale ..."





Postato alle 17:49 di martedì, 21 novembre 2006
in racconti
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Di virtù e difetti...





Opera di Giuliano Fazzari



" ... Amare non significa trovare la perfezione, bensì perdonare terribili difetti ..."

Rosamunde Pilcher




Postato alle 22:43 di domenica, 19 novembre 2006
in dubbi
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Abril florecía ...





" ... Abril florecía
frente a mi ventana.
Entre los jazmines
y las rosas blancas
de un balcón florido,
vi las dos hermanas.
La menor cosía,
la mayor hilaba ...
Entre los jazmines
y las rosas blancas,
la más pequeñita,
risueña y rosada,
su aguja en el aire,
miró a mi ventana.
La mayor seguía
silenciosa y pálida,
el huso en su rueca
que el lino enroscaba.
Abril florecía
frente a mi ventana.
Una clara tarde
la mayor lloraba,
entre los jazmines
y las rosas blancas,
y ante el blanco lino
que en su rueca hilaba.
¿Qué tienes , le dije,
silenciosa pálida?
Señaló el vestido
que empezó la hermana.
En la negra túnica
la aguja brillaba;
sobre el velo blanco, 
el dedal de plata.
Señaló a la tarde
de abril que soñaba,
mientras que se oía
tañer de campanas.
Y en la clara tarde
me enseñó sus lágrimas...
Abril florecía
frente a mi ventana.
Fue otro abril alegre
y otra tarde plácida.
El balcón florido
solitario estaba...
Ni la pequeñita
risueña y rosada,
ni la hermana triste,
silenciosa y pálida,
ni la negra túnica,
ni la toca blanca...
Tan sólo en el huso
el lino giraba
por mano invisible,
y en la oscura sala
la luna del limpio 
espejo brillaba...
Entre los jazmines
y las rosas blancas
del balcón florido,
me miré en la clara
luna del espejo
que lejos soñaba...
Abril florecía
frente a mi ventana ... "


Antonio Machado




Postato alle 12:01 di venerdì, 17 novembre 2006
in poesie
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....


http://www.lifetovel.it/images/fauna/aquila_reale.jpg


" ... Dirti Addio è stato terribile, incancellabile, dolorosissimo ... Non ti dimenticheremo mai ..."




Postato alle 21:53 di giovedì, 16 novembre 2006
in emozioni
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Silenzio ...


Opera di Alberto Benvenuti


" ... Conosco una città
che ogni giorno s'empie di sole,
e tutto è rapito in quel momento.
Me ne sono andato una sera.
Nel cuore durava il limio
delle cicale.
Dal bastimento,
verniciato di bianco
ho visto
la mia città sparire,
lasciando
un poco,
un abbraccio di lumi nell'aria torbida,
sospesi ... "


Giuseppe Ungaretti





Postato alle 11:52 di lunedì, 13 novembre 2006
in dedicato
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.....







" ... Ascoltate la voce della giustizia e della ragione; essa grida che mai il giudizio dell’uomo è tanto certo da far sì che la società possa dare la morte a un uomo condannato da altri uomini soggetti a sbagliare. Provate a immaginarvi il più perfetto ordinamento giudiziario; provate a trovare i giudici più onesti e più illuminati, resterà sempre un margine di errore o di prevenzione. Perché togliervi la possibilità di ripararli? Perché condannarvi all’impossibilità di soccorrere l’innocenza oppressa? Che importanza hanno questi rimpianti sterili, questi rimedi illusori che concedete a un’ombra vana, a cenere insensibile: non sono altro che la triste testimonianza della temerarietà incivile delle vostre leggi penali. Togliete all’uomo la possibilità di espiare il suo peccato col pentimento o col compiere azioni virtuose, precludergli senza pietà il ritorno alla virtù, alla stima di se stesso, affrettarsi a farlo, per così dire, scendere nella tomba ancora marchiato del suo crimine, rappresenta ai miei occhi la più orrenda raffinatezza della crudeltà.
Il primo dovere di un Legislatore è di forgiare e conservare i costumi pubblici, fonte di ogni libertà, di ogni benessere sociale; egli commette l’errore più grossolano e funesto, per arrivare a uno scopo particolare, si allontana da quello generale ed essenziale. Bisogna dunque che la legge rappresenti sempre per i popoli il modello più puro della giustizia e della ragione. Se le leggi, invece di caratterizzarsi per un’efficace, calma, moderata severità, offrono il destro alla collera e alla vendetta, se fanno scorrere sangue che dovrebbero invece risparmiare e che comunque non hanno il diritto di spargere, se offrono allo sguardo del popolo scene crudeli e cadaveri straziati dalle torture, allora esse confondono nella mente dei cittadini il concetto del giusto e dell’ingiusto e fanno nascere in seno alla società feroci pregiudizi che a loro volta ne producono altri. L’uomo non è più per l’uomo una cosa così sacra; si ha un concetto meno alto della dignità umana quando la pubblica autorità si fa gioco della vita. L’idea dell’assassinio ispira molto meno orrore quando è la stessa legge a darne spettacolo ed esempio; l’orrore del crimine diminuisce poiché essa lo punisce con un altro crimine. State molto attenti a non confondere l’efficacia delle pene con l’eccesso di severità: l’una è assolutamente l’opposto dell’altra. Tutto è fecondo nelle leggi equilibrate, tutto cospira contro leggi crudeli ... "


Maximilien Robespierre ... DISCORSO CONTRO LA PENA DI MORTE ... 30 Maggio 1791



Postato alle 10:34 di mercoledì, 08 novembre 2006
in dedicato
commenti (12)
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Nel mio cielo, al crepuscolo ...


Opera di Cristina Monreali Rossi



" ... Nel mio cielo al crepuscolo sei come una nube
e il tuo colore e la tua forma sono come li voglio.
Sei mia, sei mia, donna dalle dolci labbra, 
e nella tua vita vivono i miei sogni infiniti.
La lampada della mia anima ti fa arrossare i piedi,
il mio aspro vino è più dolce sulle tue labbra:
Oh mietitrice del mio canto serale, 
quanto ti sentono mia i miei sogni solitari! 
Sei mia, sei mia, vado gridando nella brezza 
della sera, e il vento travolge la mia voce vedova. 
Cacciatrice del fondo dei miei occhi, il tuo bottino
ristagna come l'acqua il tuo sguardo notturno.
Nella rete della mia musica sei prigioniera, amore mio,
e le mie reti di musica sono grandi come il cielo.
La mia anima nasce sulla sponda dei tuoi occhi di lutto.
Nei tuoi occhi di lutto inizia il paese del sogno ... "

Pablo Neruda


Postato alle 10:12 di lunedì, 06 novembre 2006
in poesie
commenti (5)
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