Nei miei desideri
" ... Tutto ciò che è mio non lo è per sempre, salvo la memoria ... "
Postato alle 20:36 di giovedì, 31 agosto 2006
" ... Sui passi della luna ti vorrei
danzando piano, al ritmo
d'un canto gitano.
Al suono di note straniere
la sabbia è un battito d'ali
tra i piedi.
Come fuoco,
brucia, tra le nostre mani,
la passione.
Mille pennelli,
con cura
disegnano la sera ... "
Postato alle 21:55 di mercoledì, 30 agosto 2006
" ... All'ombra di un grande cuore, la libertà ... "
Postato alle 13:04 di mercoledì, 30 agosto 2006
Opera di Susana San Juan
" ... La superbia non è altro che non istimar altrui ..."
Giovanni Della Casa
Postato alle 09:38 di mercoledì, 30 agosto 2006
" ... Ogni seme è un desiderio ... "
Postato alle 11:37 di martedì, 29 agosto 2006
" ... Sono sicura che ti sarebbe piaciuta una strada così ... L'ultima volta che ti ho visto mi hai sorriso, il suo stesso sorriso ... e l'ultima volta mi hai parlato, scuotendo il capo come lei davanti all' inesorabile destino che ci ricongiunge tutti ... piano, chissà dove. Ti ho rivista dopo, ricordi? ... No, tu non ricordi perchè avevi già chiuso gl'occhi ed io sapevo e volevo andar via presto, via da lì ... via da quel posto orrendo che mi ha portato via pure Lei ... Ti sia lieta la strada zia, portale un bacio da parte mia ... "
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" ... Balla, Balla, Ballerino,
tutta la notte e al mattino.
Non fermarti!
Balla sulla tavola tra due montagne
e se balli sulle onde del mare
io ti vengo a guardare.
Prendi il cielo con le mani,
vola piu' in alto degli aereoplani.
Non fermarti!
Sono pochi gli anni,
forse sono solo giorni
e stan finendo in fretta e in fila,
non ce n'è uno che ritorni.
Balla non aver paura!
Se la notte e fredda e scura,
non pensare alla pistola,
che hai puntato contro.
Balla alla luce di mille
sigarette e di una luna
che ti illumina a giorno.
Balla il mistero di questo
mondo che brucia in fretta,
quello che ieri era vero,
dammi retta non sara'
vero domani.
Ferma con quelle tue mani
il treno Palermo-Francoforte,
per la mia commozione
c'e' un ragazzo al finestrino,
gli occhi verdi che
sembrano di vetro,
corri e ferma quel treno
fallo tornare indietro.
Balla anche per tutti i violenti
veloci di mano e con i coltelli
accidenti,
se capissero vedendoti ballare
di essere morti da sempre,
anche se possono respirare.
Vola e balla sul cuore malato!
Illuso, sconfitto poi abbandonato,
senza amore dell' uomo che
confonde la luna con il sole,
senza avere coltelli in mano
ma nel suo povero cuore.
Allora vieni angelo benedetto,
prova a mettere i piedi
sul suo petto e stancarsi
a ballare al ritmo del motore
e alle grandi parole di una canzone.
Canzone d' amore ...
Ecco il mistero, sotto un cielo
di ferro e di gesso
l' uomo riesce ad amare lo stesso
e ama davvero
senza nessuna certezza.
Che commozione ... che tenerezza ..."
Postato alle 09:13 di lunedì, 28 agosto 2006
" ... Le tue vaghe alme pupille,
i celesti tuoi sembianti
già t'acquistano, o mia Fille,
i sospir di cento amanti.
Ciascheduno i merti suoi
spiega in pompa lusinghiera,
e sui cari affetti tuoi
ciaschedun gareggia e spera.
Io devoto e non indegno
tuo novello adoratore,
la conquista anch'io qua vegno
a tentar del tuo bel core.
Già sì rigida non sei,
che tu voglia i dolci affanni
del più caro fra gli Dei
dipartir da' tuoi verd'anni;
e uno sguardo a quel girando,
e donando a questi un detto,
d'ogni laccio andar serbando
sciolto il cor frattanto in petto.
Se d'Amor l'acuto strale
a ferirti il sen non va,
che ti giova, che ti vale,
Fille mia, la tua beltà?
Dunque scegli qual più vuoi
cui del cuore aprir le porte.
Fortunato chi di noi
venga eletto a tanta sorte!
Ma non prendere consiglio
sol dagli occhi, e saggia intanto
della scelta sul periglio
i miei detti ascolta alquanto.
Fra lo stuolo numeroso
dei molesti supplicanti,
altri vassene fastoso
per sembianze trionfanti;
altri ha il guardo lusinghiero,
il parlar tutto di mèle,
e protesta un cor sincero,
e promette un cor fedele;
poi d'Amor pel vario regno,
fuoruscito fraudolento,
cerca solo il vanto indegno
d'un difficil tradimento.
Io ti reco innanzi un viso
fosco, pallido, infelice;
io non ho su i labbri il riso,
l'eloquenza incantatrice.
Ma il color del volto oscuro
dentro l'alma non passò;
la menzogna, lo spergiuro
le mie labbra non macchiò.
Né per me donzella alcuna
pianse mai gli amor svelati,
sol degli astri e della luna
al bel raggio illuminati.
Questi vanta un sangue egregio
da grand'avi in lui disceso;
quegli conta per suo pregio
di molt'oro e argento il peso.
Io vantarti altro non so
che un cuor tenero, ed un canto
finor chioccio; ma farò
che un dì tolga ad altri il vanto.
Le amorose giovinette,
chi nol sa? ben altro chieggono
che leziose canzonette,
che al bisogno mal proveggono.
Pur sovente in bocca a un vate
della lode il suon seduce,
ed acquista una beltate
maggior grido e maggior luce.
Quante belle, quante v'hanno
deità, che sono ignote,
perché un vate aver non sanno
per amante e sacerdote!
Tal saravvi che geloso
d'un sol guardo, d'un sol detto,
turbi ognora il tuo riposo
co' lamenti e col sospetto;
cui dispiaccia un certo orgoglio,
che più vaga assai ti rende;
quel tuo voglio, e poi non voglio,
ch'è più bello allor che offende;
quel vivace tuo talento
qualche volta un po' incostante,
che ti fa con bel portento
presto irata e presto amante.
Ciò che importa? Un genio instabile
colpa è sol di fresca età;
non saresti sì adorabile
senza qualche infedeltà.
Essa annunzia nel tuo petto
fervid'alma e cor pieghevole.
Come odiar poss'io l'effetto
d'un causa sì giovevole?
Questa in sen potria talora
consigliarti un bello errore,
e potria talvolta ancora
consigliarlo a mio favore.
D'una facile incostanza
se tal frutto attender lice,
ah! sii pure, o mia speranza,
spesso infida e traditrice.
Tal saravvi che dolente
sempre in atto di morire,
sempre muto e penitente
avveleni il tuo gioire.
Norma e legge io prenderò
dallo stato del tuo viso,
e fedele alternerò
teco il pianto e teco il riso.
Troverai tal altro ancora
che noioso ognor sospira,
ch'ognor dice che t'adora,
e per troppo amor delira.
Dell'affetto mio nascoso
gli occhi miei ti parleranno,
e del labbro timoroso
il silenzio emenderanno.
Né con supplica indiscreta
io vo' poi ch'ogni momento
la tua bocca mi ripeta
la promessa, il giuramento;
ch'un per uno mi ridica
i pensieri in cor celati,
che sul volto dell'amica
esser denno interpretati.
Uno sguardo che furtivo
mi tramandi il non confesso
tuo secreto, assai più vivo
parlerà che il labbro istesso.
Quante vergini ritrose
con gli sguardi un dì svelarono
quel desìo che vergognose
alle labbra non fidarono!
Vuoi che d'Egle e d'Amarille
il sembiante a me dispiaccia?
Che mi caschin le pupille,
se mai più le guardo in faccia.
Alla madre tua degg'io
finger vezzi e farle il vago?
Chiedi assai, bell'idol mio,
ma sarai contento e pago.
Vuoi che io parta allor che a lato
il rival ti troverò?
Il comando è dispietato,
ma fedel l'eseguirò.
Non v'è cenno ch'io ricusi,
fuorché quel di non amarti:
il tuo volto in ciò mi scusi
della colpa d'adorarti.
Se un più comodo amatore
trovi, o Fille, in tua balìa
tosto il ferma, e ben di core
ne ringrazia la Follia ... "
Vincenzo Monti
Postato alle 11:10 di domenica, 27 agosto 2006
" ... L'ultimo passo della ragione, é il riconoscere che ci sono un'infinità di cose che la sorpassano ..."
Blaise Pascal
Postato alle 21:32 di venerdì, 25 agosto 2006
" ... Ho pensato a te, ai tuoi occhi, alle tue mani su di me ... "
Postato alle 19:55 di giovedì, 24 agosto 2006
" ... Je suis comme je suis,
je suis faite comme ça.
Quand j'ai envie de rire,
oui je ris aux éclats.
J'aime celui qui m'aime,
est-ce ma faute à moi.
Si ce n'est pas le même,
que j'aime chaque fois.
Je suis comme je suis,
je suis faite comme ça.
Que voulez-vous de plus?
Que voulez-vous de moi?
Je suis faite pour plaire,
et n'y puis rien changer.
Mes talons sont trop hauts,
ma taille trop cambrée,
mes seins beaucoup trop durs,
et mes yeux trop cernés.
Et puis après,
qu'est-ce que ça peut vous faire,
je suis comme je suis,
je plais à qui je plais.
Qu'est-ce que ça peut vous faire,
ce qui m'est arrivé.
Oui j'ai aimé quelqu'un,
oui quelqu'un m'a aimée.
Comme les enfants qui s'aiment,
simplement savent aimer,
aimer, aimer...
Pourquoi me questionner,
je suis là pour vous plaire.
Et n'y puis rien changer ... "
Jacques Prévert
Postato alle 21:05 di lunedì, 21 agosto 2006
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