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“ … Ma chi sei tu
Ombra o Luna?
... Io Luna
resto a guardare,
attendo rotonda e
riflessa sul mare
un’onda che coglie
e trasporta gemendo,
fino a farmi sparire.
Ed Ombra
che al buio scompare
silente,
si scorta al destino
altrove e lontano,
inquieta sovrasta le ore.
Ma allora chi sei tu
Ombra o Luna?
L’ho detto,
entrambe ...
e nessuna.”

La strada era più trafficata del solito in quella umida mattina di Novembre … era successo tutto così in fretta, la telefonata di suo padre, la corsa a prenotare il volo, l’ansia per sua madre…Le discussioni con lui per fargli capire che doveva assolutamente partire…Si sentiva stanca mentre la macchina sfrecciava verso l’aeroporto…guardò fuori dal finestrino ed immediatamente chiuse gli occhi, la velocità le dava sempre la nausea…Aveva sbagliato a dire che erano in ritardo, si era adirato ed ora si limitava a guidare senza rivolgerle la parola …Scesero di corsa, recuperando dal portabagagli le poche cose che si era portata dietro e si diresse a passo spedito verso il controllo…L’addetta le fece notare che era in gravissimo ritardo…accelerò il passo e prima di passare il controllo…si girò verso di lui…Era stato in silenzio tutto il tempo… e lei si sentiva in difficoltà, avrebbe voluto spiegare, ma il suo sguardo le fece cambiare idea … Fece per baciarlo con passione, ma sentì il suo distacco…S’infilò attraverso la porta e si diresse verso l’imbarco, senza voltarsi mai, con un unico pensiero, stava finendo tutto…così…piano piano…senza dolore e senza disperazione…Cercò con lo sguardo il suo posto all’ultima fila, notando con stizza che qualc’un altro era seduto vicino al finestrino, si tolse il cappotto, sistemò la borsa sopra di lei…e si sedette lasciando che l’assistente le sistemasse la cintura ed il sedile…Chiuse gli occhi e sentì l’aereo che s’alzava in volo…sempre la stessa tensione alla bocca dello stomaco, sempre la stessa paura…aspettò finché non sentì il rombo dei motori stabilizzarsi e socchiuse gli occhi … Le sorrideva, mentre osservava che anche a lui quei momenti davano il panico…Sorrise a sua volta, guardandolo con più attenzione…Il volto abbronzato, gl’occhi scuri … i capelli appena macchiati di fili d’argento alle tempie …. l’abito scuro delineava un bel corpo, sebbene le faceva immaginare una vita dedicata all’ufficio … Parlarono qualche minuto, fino a che una voce non li riportò alla realtà … Gli assistenti chiedevano ai passeggeri di non alzarsi visto l’imminente atterraggio a Milano per i rifornimenti…I due si guardarono sbalorditi, come molti altri passeggeri, di solito i voli internazionali non facevano scalo per i rifornimenti…Chiara si stizzì bruscamente, lei odiava gli atterraggi, quel ronzio insistente alle orecchie … e poi non vedeva l’ora di riabbracciare sua madre…
Sedettero in silenzio e nello stesso silenzio mangiarono…non senza scrutarsi più volte… lo sentì chiedere da bere, per due…Lei lo guardò e lui gli sorrise…il sorriso di un bambino birichino…Le luci si spensero del tutto, ognuno si accingeva a guardare il film che ormai iniziava quando sentì una mano sfiorarle la camicetta…proprio all’altezza dei seni e si ritrasse di colpo…subito la sua bocca sulla sua…con la lingua che non le dava pace, la cercava attraverso la stoffa della gonna…teneramente…Affondò la bocca tra i suoi capelli, sul collo…e poi sempre più in basso…furiosamente, fino al suo seno…mentre Chiara sentiva il battito del suo cuore aumentare a dismisura….Le portò subito un dito alla bocca…facendole segno di tacere…Sentì la sua mano scivolarle sotto alla gonna e subito provò un piacere indescrivibile….si lasciò scivolare sul sedile per facilitargli il compito … desiderava quel contatto, le sue carezze … Chiara infilò le mani tra la sua maglietta ed i pantaloni….facendole scivolare all’interno e guardandolo mentre ogni suo più piccolo movimento gli procurava un sussulto…Sciolse con tenerezza prima la cintura….poi la cerniera dei pantaloni….Lo sentì scivolare sotto di lei….Le appoggiò la schiena contro il petto e s’abbandonò a quell’attimo di pazzia….La possedeva con forza e delicatezza allo stesso tempo…tenendole una mano davanti al viso per farla tacere….più una carezza che un bavaglio…Finalmente i loro corpi pieni di desiderio e passione sembrarono placarsi e restarono a lungo…così….una sull’altro…ad assaporare fino all’ultimo attimo di passione….Le braccia la cingevano ancora … la sollevarono delicatamente e la posarono sul sedile affianco al suo…con movimenti decisi si rivestirono … Si sentiva stanca, esausta … sentiva il calore di quell’uomo affianco a sé …. Senti le sue mani stringerla ed appoggiò il capo alla sua spalla. Finalmente serena s’addormentò risvegliandosi quando sentì annunciare l’arrivo … Un’ultimo sguardo, prima di allontanarsi … ognuno per la propria strada …”