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NOI NON CE NE ANDREMO

Diamo voce a L'Aquila



Marì Marì ...


http://www.margheritafascione.it/chine/donnadispalle.jpg



" ... Le rughe stanche di lui mio padre,
quegli occhi buoni su di me,
capelli grigi di lei mia madre,
preoccupata come lui
e tu che eri una bambina
innamorata sempre più,
appiccicata qui vicina, sempre tu
sorridente coi tuoi si ...
Lo sfondo verde laggiù dei prati
e quei papaveri che ormai
sono appassiti come noi negli anni,
ci siamo persi, come mai ...
e le tue corse incontro al mondo
a quella vita che vorrei
aver vissuto ma che poi, come sai,
non abbiam vissuto mai.
Marì Marì Marì Marì
ancora e ancora tu sei qui,
dov'è la tua serenità ...
mi manca mi manca
ho un vuoto qua.
Il tempo scorre e se ne va
vorrei saper che senso ha,
perchè, perchè
si vede quello che
hai amato e più non c'è.
I muri bianchi di questa stanza
sono uno schermo intorno a me,
io ti rivedo lì, con lei, mia madre
che cucinava insieme a te.
Tu mi guardavi, una bambina,
innamorata sempre più,
appiccicata qui vicina, sempre tu
sorridente coi tuoi sì ...
Marì Marì Marì Marì
ancora e ancora tu sei qui,
dov'è la tua serenità ...
mi manca mi manca
ho un vuoto qua.
Il tempo scorre e se ne va,
vorrei saper che senso ha,
perchè, perchè
si vede quello che
hai amato e più non c'è ...."


Adriano Celentano


Postato alle 18:49 di martedì, 31 gennaio 2006
in canzoni
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....

 

 

" ... Inseguire, accogliere ed esaudire l'infinito che c'è in noi ... è questa, forse, la ricetta della vera felicità ..."

 




Postato alle 09:49 di martedì, 31 gennaio 2006
in pensieri
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Limiti ...


L'immagine “http://www.castagnoarreda.com/arredo_urbano_legno/recinzioni_legno/steccati_legno.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.



" ... Limiti,
scansati e ripudiati,
sorvolano argini.
A fior di pelle
resta, odore di muschio e polvere
e sguardi rapiti
a rammentare.
Come neve al sole disciolta,
una macchia d'inchiostro
a velare poesie ..."




Postato alle 16:12 di domenica, 29 gennaio 2006
in poesie
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27 Gennaio 1945


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" Venerdì "


" ... Il semplice fatto che fosse un venerdì
fece che il sole sorgesse prima ...
che fosse più chiaro
il canto di un fringuello.
Perchè era venerdì, lei pettinò i suoi capelli con attenzione,
indossò la camicia gialla coi bordi arancioni
e si profumò con essenza di lavanda.
Siccome era venerdì, custodì le lacrime nella tasca
e si sedette sul balcone, a veder morire le ore del giorno.
Era venerdì, il giorno in cui le aveva promesso di tornare.
E, siccome era venerdì, lo aspettò,
come aveva fatto tutti i venerdì,
da sessant'anni ... "


Maria Lourdes Auyero



Postato alle 18:31 di venerdì, 27 gennaio 2006
in poesie
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Preghiera ...




" ... Ho sempre avuto paura di chiudere le porte, di serrarle e non tornare mai più indietro ... da sempre .... Come se qualcosa di arcaico mi spingesse a non distruggere. a non cancellare, a non vietarmi di poter tornare indietro come nulla fosse ... e nel chiuderle sentire a fior di pelle il dubbio,  il brivido dell'attesa ed insieme la certezza, in un continuo e mai maturo mettersi alla prova, in un continuo mettersi in gioco ... Perchè ci credi, perchè la tua esistenza ne ha bisogno, perchè sai che non è mai tutto fatto e mai tutto detto. Eppure nel farlo, nel correre il rischio di provarci ancora ed ancora un' unica legge, un unico principio ... quello di non ferire gl'altri e semmai, nell'incuria,  accadesse, saper tornare indietro sui propri passi e cercare di riparare in ogni modo, a costo di rinunciare ... Sempre e solo quest'unica regola ... Oggi sono io a scegliere di serrare una porta ... perchè tutto potrei perdonare meno che d'essere presa in giro, tutto menoil tuo stupido gioco, tutto ma mai la finzione, tutto ma mai la poca cura che hai avuto nei miei riguardi .... tutto potrei perdonare ma mai potrò perdonare l'assenza assoluta di sincerità, la mancanza assoluta di correttezza. Anche solo quella morale. Non ci sono altre occasioni, te le ho concesse tutte, tutte quelle di cui sono capace....e tu altro non hai fatto che continuare imperterrita a mentire e negare anche quando l'evidenza non ti permetteva di continuare. Stolta io, mi raccontavi di quando usavi le "altre"...ed io chissà cosa credevo. Dovevo capirlo, avresti fatto con me la stessa cosa, tu sai fare solo questo, tu sai mentire benissimo ... E' per sempre ... Non mi è facile e non è semplicissimo, ma ognuno di noi potrebbe vantare migliaia di virtù ed insieme macchiarsi di altrettanti difetti ... Non l'ho mai negato,  il mio peggior difetto è quello di non saper perdonare, il mio peggior difetto è di non saper fare le cose a metà... La porta è chiusa, non senza ramnmarico, l'ho chiusa in silenzio perchè non credo di doverti spiegare il perchè ... Ti rivolgo solo una semplice preghiera, non servirti del mio silenzio, sarebbe l'atto più vile che potresti mai commettere  ...  Ma sono certa che nemmeno di questo sarai capace ..."




Postato alle 11:42 di venerdì, 27 gennaio 2006
in dedicato
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Il signore sognato...



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" ... Splendidissima era la vita accanto a lui sognata.
Nel sogno tra tutte prediletta la chiamava.
E nella realtà?
La realtà non c'era ... era abdicata.
Splendidissima regnava la vita immaginata ..."


Vivian Lamarque



Postato alle 18:13 di giovedì, 26 gennaio 2006
in poesie
commenti (3)
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Felicità ...

 

 

 

" ...O stagioni, o castelli, quale anima è senza difetti?
O stagioni, o castelli,
ho fatto il magico studio della felicità che nessuno elude.
Oh, viva lei, ogni volta che canti il gallo gallico.
Ma non avrò più desideei: essa s'è incaricata della mia vita.
Questo incanto! prese anima e corpo e disperse ogni sforzo.
Come comprendere la mia parola? Bisogna ch'essa fugga e voli!
O stagioni, o castelli! ..."

Arthur Rimbaud




Postato alle 13:18 di giovedì, 26 gennaio 2006
in poesie
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Momenti persi ...

 

" ... Forse un sentiero, magari non quello giusto, alla fine è utile a ricondurci sulla buona strada ... " 




Postato alle 12:18 di giovedì, 26 gennaio 2006
in pensieri
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Attesa...




L'immagine “http://www.galleriaonline.it/arte/pittori/Ramer/image/attesa.JPG” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.



“ … Aspetto che la neve si sciolga
forse l’erba attende,
ancora verde e fresca,
un canto di primavera.
Forse è già morente,
macchiata di dissolvenza
e al sole giacerà infinita
per risorgere mite e prigioniera.
Ma è questo mulino di vita
che mai nulla attende,
è il mio passo lento ed incredulo
uno spasimo introverso

è,  dell’anima, il brusio burrascoso
che non s’arrende …”

 




Postato alle 11:21 di sabato, 21 gennaio 2006
in poesie
commenti
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Immagini...




http://pikolo4.blog.excite.it/img/bambina.jpg


… Sembrava una bambina, i capelli scompigliati sul viso da donna, le labbra rosee ed arse di desiderio … il desiderio di chi aveva vissuto un piccolo inferno e cercava a tutti i costi di arrampicarsi sulle piccole sporgenze di roccia lavica per venirne fuori … e gl’occhi sognanti. Occhi sognanti che percorrevano quel piccolo filo di nailon che pendeva dal soffitto, in fondo una sfera di vetro proiettava i suoi colori d’arcobaleno sulle pareti … migliaia di piccoli triangoli sfaccettati ripetevano la sua immagine. Era come vedersi, una, mille, centomila volte …. Forse solo così, solo guardare tutte quelle piccole immagini di lei, forse solo questo voleva Isabella, vedersi … esistere in quella piccola sfera di vetro, intoccabile e lontana, effimera ... ma reale al di là del vetro … Stringeva fra le mani la piccola borsetta consunta, ritrovata per fortuna, insieme a logori jeans ed una vecchissima maglia di lana, in fondo all’armadio. Le uniche cose che le erano rimaste, le uniche cose che le appartenevano … Lì era tutto, tutto il mondo che le era rimasto, il resto non esisteva più ... più nulla. Di spalle al mondo che la circondava, alla vita ....sentì passare per ore le solite persone che alle solite ore facevano le solite cose ... dirigenti, impiegati, operai, massaie e nullafacenti … Qualcuno era tornato per la stessa strada, aveva sentito i passi rallentare dietro di lei e trattenuto il respiro … non era sicura di essere riuscita del tutto a sfuggire al suo mondo ed ogni volta temeva di sentire pronunciare il suo nome e di dover ricominciare a scappare. Nella sua testa si creavano le immagini distorte di quelli che c’erano stati prima … i visi apparivano deformati, ora dall’ira, ora dal disprezzo, ora dalla più profonda pietà. Occhi languidi ed insieme feroci la fissavano, trasformandosi come per incanto in palle di vetro, nelle quali la sua immagine si ripeteva …ancora ed ancora, all’infinito … ed i sorrisi? … Ah quelli!! … non ne aveva mai conosciuto di peggiori, così sinceri da provarne paura, giacchè nella sua breve vita aveva imparato che nulla di sincero e vero gli sarebbe mai accaduto … e questo non perché lei non lo cercasse, sentì la solita emozione farsi avanti … e la scacciò pesantemente … la ragione era solo che isabella credeva, credeva a prescindere e nonostante … credeva siccome e benché … poi cosa aveva significato questa estrema ingenuità, nella sua vita,  non lo aveva mai compreso veramente … Aspettò ancora un po', ferma lì ad osservare quella palla di vetro ed il suo ripetersi in eterno, come una vecchia espressione numerica che, a sua insaputa, non portava mai al risultato ... forse perché il risultato in realtà non esisteva…e tutto quello che c’era era solo il frutto della sua fervente immaginazione … Fu allora che le sue piccole mani colsero la palla mentre ancora girava su se stessa, imponendole tutta la forza di cui, in quel momento, era capace … la guardò precipitare a terra scomponendo la sua immagine in miriadi di piccolissimi frammenti … che rimbalzarono fragorosamente, mentre, già sulla strada, Anna Maria si allontanava piano, lontana dal suo mondo e dalla sua immagine riflessa intonando libera una dolce ninna nanna ... Ancora oggi, qualcuno, nelle ore più tarde del meriggio o al sopraggiungere quieto della sera ... giura di sentire nel silenzio, cantare ... con voce di bambina ...”




Postato alle 13:10 di sabato, 14 gennaio 2006
in racconti
commenti
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