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NOI NON CE NE ANDREMO

Diamo voce a L'Aquila



Un dia...




" ... Un día
Uno resuelve darlo todo
Sin importar si es mucho.
Total,
Uno tiene bastante
Y hasta le sobra.
En cada cosa
Va el alma entera,
Inagotable, perfecta.
De todas maneras
Cualquier tarde
La magia termina.
Se acaba.
Hay dentro un vacío.
Nada!
Hemos abusado y sin
Presentirlo siquiera
Estamos ahí,
A un lado
Pero por ser como somos,
Extendemos las manos
Seguros de que todo
Nacerá un día,
Con el sol.
Muy temprano ... "


Angela Botero


Postato alle 16:00 di sabato, 21 novembre 2009
in poesie
commenti
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....




" ... Oggi gli apostoli sono rari, sono tutti padreterni ... "


Jean-Baptiste Alphonse Karr


Postato alle 15:39 di lunedì, 16 novembre 2009
in imparando
commenti (9)
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Due

Opera di Nicoletta Tomas Caravia



Quando saremo due saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.


Erri De Luca



Postato alle 22:18 di domenica, 08 novembre 2009
in poesie
commenti (19)
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Del Potere...




" ... Uomini siate, e non pecore matte ..."

Dante Alighieri



Postato alle 23:49 di venerdì, 06 novembre 2009
in pensieri
commenti (7)
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Ballata per due pazzi...




" ... Il mio cuore
perché tu possa scavare
trovare tesori
seppellire morti
non ero morta
ma mi sono vista nascere
nel primo incontro
con il tuo corpo
ho così poco
che ti consegno tutto
la margherita anziana
il pavimento
le corde che mi circondano
il collo
non ti ho chiesto di apparire
ma sei arrivato
col tuo mezzo melone in testa
a bere la mammella della mia anima
venì!volà!
io ero trentadue alberi
salendo sugli uomini
per sbirciare
miami - nonmiami
tu non mi ami mingherlino
me lo ha detto il fiore quasi giocando
quando te ne andrai
con i miei pezzi?
ti metti il mio cuore
ti sta grande
siamo due tacche
nel timone della follia
io si che sono stordita
per volerti
tu si che sei fissato
per restare ..."


Sabeli Ceballos Franco



Postato alle 21:14 di giovedì, 05 novembre 2009
in poesie
commenti (5)
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Gioventù tradita



Se non fosse passato poco più di un decennio, si potrebbe pensare che tutto questo è il risultato di una guerra sanguinosa o, nella migliore delle ipotesi, di uno sconvolgimento planetario ... della più feroce carestia.
E' da poco finita la bella stagione, le risate più o meno sguaiate sul lungomare, il lento tam tam che avverte che poco più in là ci si scatena, le notti insonni, la colazione all'alba e stelle che segnano i sogni.
E' già Ottobre, un Ottobre più nero non si era mai visto.
Si ricomincia, il lento assalto agli ultimi pezzi di vita.
Li vedi in giro un pò uomini un pò ancora troppo bambini, spauriti, delusi, arrabiati ... dipende da cosa gli hai fatto passare. I giornalini provinciali sono di nuovo pieni dei cerca lavoro, la bella stagione è finita.
Lunghe file di giovani intasano l'informagiovani. Fuori si consultano, si consigliano...qualcuno scuote il capo:
"...ci sono già stato...otto ore ed una miseria di stipendio, se te lo danno ..."
Davanti e dietro i nuovi aguzzini, sciacallaggio moderno ...il 70% di loro è stufo di vivere sulle spalle delle famiglie.
I nuovi disperati hanno un nuovo nome:
Inoccupati, collaboratori, lavoratori a progetto, atipici, somministrati, interinali, precari...un tot, uno stock.
Uomini e donne.
Prima e dopo nessun futuro, la scuola ha scritto la sua resa.
Domani tocca alle Università.
"... Titolo di studio?"
" ... Una laurea in lingue ...mi avevano detto che c'erano ottime possibilità ..."
Esperienza?
" ... Due anni in un call center, poi ha chiuso e ci ha lasciati tutti per strada, neanche i contributi. E dire che con l'ispettorato del lavoro eravamo diventati intimi ...credevo controllassero quando venivano a farci tutte quelle domande ..."
"Richiamiamo noi"
Chi non demorde ha poche speranze di vincere, i più tacciono, si adeguano.
Il più bravo "trasporta" ma è destinato a soccombere.
Li vedi in giro, tatuato il futuro sulle braccia ...a spasso con i pantaloni a metà gamba, la sigaretta in bocca, lo zaino trasportato a bisaccia.
Senza più voglia di spaccare il mondo a discutere del Grande Fratello.
Qualcuno si scalda, un anziano scuote la testa.
Il sabato sera si dimentica...i genitori in pigiama a cercarli in spiaggia.
Qualcuno non è tornato a casa, c'è dell'incomprensibile in tutto questo ... persi in un bicchiere di vino, in mano ad una pasticca, genitori con lo sguardo perso 'ché quando un figlio muore per niente la vita è finita.
Non si comprende la ragione di tanta resa nei nostri giovani senza più futuro.
Traditi dopo, quando sperano di trovare un posto di lavoro decente.
Traditi prima da una società che ha deposto le armi e non vuole più combattere per i suoi figli.
Tra tre giorni è sabato, di nuovo.
E allora scappate, andate via...chi può non resti a fare da cavia alla nuova Italia.



Postato alle 12:04 di mercoledì, 04 novembre 2009
in emozioni, dedicato, proteste
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Eterna Alda



" ... Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato ..." 




Postato alle 19:21 di domenica, 01 novembre 2009
in dedicato
commenti (13)
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Degli invisibili...

Opera di Sarina

V SCAMBIO

Caro Giuseppe, nel mio diario pubblico di oggi ho scritto:
20/08/09

Il professore di filosofia Giuseppe Ferraro dell’Università di Napoli è una persona eccezionale e mi scrive cose di una profondità, umanità, sensibilità e intensità fuori dal comune. I suoi complimenti mi fanno piacere, ma non credo di meritarli, mi mettono pure a disagio perché non ci sono abituato. La Società, la cultura, la Giustizia e il carcere mi hanno sempre detto che sono nato e che devo morire colpevole, che sono cattivo e che lo sarò per sempre. La Società, la cultura, la Giustizia e il carcere mi hanno cresciuto a calci sul cuore e a pugni sull’anima. Mi hanno convinto che sono cattivo, irrecuperabile e criminale e ad un tratto, una persona meravigliosa mi sta mettendo in difficoltà, mi sta aiutando ad aprire gli occhi del cuore e della mente. Un professore di filosofia mi sta facendo crollare il mio mondo che io e gli altri mi hanno costruito addosso per sopravvivere. Mi sta facendo venire il dubbio per la prima volta, che forse non è tutto perduto: forse non morirò cattivo.

Giuseppe mi scrive:
" … Ti prego non considerarti cattivo. Sarebbe come confermare un attributo artificiale. Sei cattivo per legge e allora ti consideri cattivo per smascherare la cattiveria della legge. No. Così confermi la sua ragione, non la tua. Pensa che si dice “cattivo” da “captivus”, che significa “prigioniero”. Ed è sorprendente come si sia consolidato il passaggio di significato per cui si considera “cattivo”chi è in prigione, chi è stato catturato. Ti penso buono come chi sta facendo cose buone, importanti, non solo per sé… . Bisogna porre la questione del “fine pena mai”, che è come il rovescio dell’eutanasia, una morte cattiva, appunto... "

" ... Sai Giuseppe, sono entrato in carcere con la quinta elementare e quando ho iniziato a studiare sognavo di scegliere la facoltà di filosofia, la disciplina di cui sono sempre stato appassionato, ma poi ho scelto giurisprudenza per aiutare i miei compagni perché quando sei definitivo i detenuti vengono spesso abbandonati dagli avvocati. Ti stimo molto e ti stima anche il mio angelo fuori che mi cura il mio indirizzo e-mail. Lei è credente (ma fra me e te è capitata male sic!) quindi la sua stima vale doppia! Inutile dirti che il carcere così com’è ha solo uno scopo: distruggere chi ha la sfortuna di entrarci, ma io ce la metterò tutta a non farmi distruggere. Grazie per la tua presenza che sento vicino. Un abbraccio. Carmelo ..."
 [Carmelo Musumeci e Giuseppe Ferraro - Fonte: Le Urla del Silenzio ]


Si è tolta la vita in carcere, Diana Blefari Melazzi, un'altra cattiva...noi, i buoni da quell'altra parte, non abbiamo saputo e voluto accettare la sua resa, non abbiamo utilizzato il sistema della rieducazione, limitandoci a quella punizione inutile che consideriamo il nostro diritto.
Meritava di comprendere forse, attraverso la rieducazione penitenziale, d'aver commesso degli errori ... non meritava davvero la disperazione che uccide gli uomini.
La Corte Europea dei Diritti Umani ha da poco condannato il sistema penitenziario italiano ma non è la prima condanna per l'Italia e non sarà l'ultima. La Convenzione ONU approvata dall'Assemblea generale il 10 dicembre 1984 e ratificata dall'Italia ai sensi della legge 3 novembre 1988, n. 498, all'articolo 1 definisce il crimine della tortura come "qualsiasi atto mediante il quale sono intenzionalmente inflitti ad una persona dolore o sofferenze, fisiche o mentali, con l'intenzione di ottenere dalla persona stessa o da un terzo una confessione o un'informazione, di punirla per un atto che lei o un'altra persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimorire o costringere la persona o un terzo, o per qualsiasi altro motivo fondato su qualsiasi altra forma di discriminazione, qualora tale dolore o sofferenza siano inflitte da un pubblico ufficiale o da ogni altra persona che agisca a titolo ufficiale, o su sua istigazione, o con il suo consenso espresso o tacito".
All'articolo 4 si prevede che ogni Stato parte vigili affinché tutti gli atti di tortura vengano considerati quali trasgressioni nei confronti del proprio diritto penale.


Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che soffrono, essendo anche voi in un corpo mortale.
[S. Paolo] 





Postato alle 17:18 di domenica, 01 novembre 2009
in dedicato
commenti (2)
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.....
 


Postato alle 22:08 di mercoledì, 28 ottobre 2009
in
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http://www.civisonline.it/UserFiles/Image/tecnologia/batteri.jpg


" ... L’anomalia di questo Paese non sono io, ma i giudici comunisti, che da quando sono entrato in politica mi hanno aggredito con innumerevoli ed infondate iniziative giudiziarie ... "
[Silvio Berlusconi]

" ... Mi autosospendo. Una debolezza della mia vita privata ... "
[Piero Marrazzo]

" ... Sono sereno, anzi serenissimo, come la Repubblica di Venezia. Non ho mai preso una lira in vita mia. Siamo persone pulite, siamo persone perbene ... "
[Clemente Mastella]

" ... Abbandonate al destino suo schifoso questa élite di merda. E lo dico alla sinistra sindacale, lo dico alla sinistra politica, lo dico alla sinistra culturale, a quella perbene. A quella per male vadano pure a morire ammazzati ... "
[Renato Brunetta]


E così via... ma Noi, cari signori, non siamo tutto questo.
Noi siamo altro...per fortuna.


Il motore a batteri e' una realta': ora il suo funzionamento e' documentato anche da un video, disponibile on line all'indirizzo www.uniroma1.it
Del gruppo di ricerca, coordinato dal direttore del dipartimento di Fisica Giancarlo Ruocco, fanno parte anche Luca Angelani del centro di ricerca di Meccanica statistica e complessita' del Infm-Cnr e Roberto Di Leonardo del laboratorio Soft dell'Infm-Cnr



Postato alle 09:43 di mercoledì, 28 ottobre 2009
in dedicato
commenti (7)
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